Completata l’azione C1 con le analisi dei pericoli e i calcoli della baseline di carbonio nelle tre aree forestali pilota per simulare i disturbi creati da eventi estremi

Il partner di progetto Università degli Studi di Milano ha completato le analisi per simulare i disturbi creati da eventuali incendi, schianti da vento e da pericoli naturali quali frane e valanghe nelle tre aree di studio coinvolte dal progetto LIFE CO2PES&PEF. È inoltre stata calcolata la quantità di carbonio contenuta (stock) e assorbita (sink) dai popolamenti forestali dei tre comprensori.

 

Le analisi sono state svolte tramite modelli di simulazione utilizzando i dati raccolti nell’autunno 2020 con appositi rilievi dendrometrici, e hanno permesso di individuare con precisione le particelle forestali più suscettibili ai pericoli sopra citati. In questi popolamenti sono stati suggeriti opportuni interventi selvicolturali di prevenzione, che saranno effettuati in autunno 2021 su 20 ha di superficie campione per area di studio al fine di condizionare struttura e composizione dei popolamenti. Questa metodologia risulta preziosa per una pianificazione strategica della gestione forestale che permetta di rendere le foreste più resistenti e resilienti al cambiamento climatico.

 

Risultati ottenuti

La simulazione degli incendi, il principale pericolo per il patrimonio forestale italiano, è stata eseguita tramite il software FlamMap e ha mostrato il comportamento del fuoco e la probabilità di combustione dei popolamenti forestali nelle aree considerate. I risultati hanno mostrato un pericolo d’incendio generalmente basso, con moderate differenze tra l’area alpina e quella appenninica e tra i due scenari a diversa umidità utilizzati nella simulazione. La probabilità di combustione è risultata del 0-8,5% nella Foresta Regionale di Fusine e del 3,5-16% nelle Comunalie parmensi di Baselica e Pontolo e nel Complesso demaniale Fantella-Galeata.

La simulazione degli schianti da vento, principale disturbo degli ecosistemi forestali europei e che in Italia hanno causato ingenti danni come nel caso della tempesta Vaia del 2018, è stata effettuata tramite il software ForestGALES. Le velocità critiche del vento che comporterebbero degli schianti nei tre comprensori forestali sono risultate molto variabili, rispecchiando le caratteristiche dei popolamenti: minori velocità in popolamenti governati all’alto fusto con individui distanziati e molto snelli e quindi più suscettibili agli schianti, maggiori velocità in popolamenti con diametri medi maggiori e altezze dominanti più limitate. Nello specifico, le velocità critiche medie sono 15,6 m/s nella Foresta Regionale di Fusine, 41,8 m/s nelle Comunalie parmensi di Baselica e Pontolo e 61,7 m/s nel Complesso demaniale Fantella-Galeata.

I pericoli naturali sono particolarmente rilevanti in aree forestali con versanti suscettibili a erosione e detriti; i principali pericoli naturali individuati nelle tre aree esaminate sono le frane superficiali, seguite da valanghe e rotolamento di massi. L’analisi di questi pericoli, effettuata tramite apposite schede di valutazione, ha evidenziato le principali carenze che impedirebbero ai popolamenti di svolgere efficacemente la funzione protettiva: insufficiente densità e copertura arborea, bassa profondità delle chiome, snellezza troppo elevata, instabilità o ancoraggio inadeguato degli individui, presenza di patologie fitosanitarie, rinnovazione talvolta assente

La stima degli stock di carbonio e degli assorbimenti di CO2 (sink), infine, ha evidenziato differenze tra i tipi forestali caratterizzanti le tre aree di studio e individuato alcune particelle forestali che contengono e/o stanno attualmente assorbendo più carbonio e  quelle che invece stanno facendo più difficoltà, spesso a causa di età alte o densità e quindi competizione troppo elevate tra gli individui. I valori di stock e sink medi sono rispettivamente 302 t/ha e 9 t/ha/anno nella Foresta Regionale di Fusine, 366 t/ha e 20 t/ha/anno nelle Comunalie parmensi di Baselica e Pontolo e 115 t/ha e  15t/ha/anno nel Complesso demaniale Fantella-Galeata.

 

Interventi proposti

Le analisi hanno quindi permesso di selezionare un ristretto numero di particelle forestali dove i pericoli presi in esame mettono maggiormente a rischio l’assorbimento di carbonio da parte del bosco. In queste zone è perciò stato suggerito di concentrare gli interventi selvicolturali al fine di ridurre la suscettibilità dei popolamenti, ad esempio tramite una riduzione del carico e della continuità del combustibile o tramite diradamenti selettivi che permetteranno di aumentare la stabilità e la vigoria della foresta

Ai seguenti link i report completi di progetto:

  • Report on risk assessment (fire, windthrow and natural hazards) for each area: https://bit.ly/3x31flv
  • Baseline of the Carbon stock and sink for each area: https://bit.ly/3kXpjE3

 

Particelli forestali più suscettibili ai pericoli simulati – proprietà Regionale di Fusine

Particelli forestali più suscettibili ai pericoli simulati Consorzio delle Comunalie Parmensi

Particelli forestali più suscettibili ai pericoli simulati Demanio Forestale Forlivese